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Nei bambini autistici, il pensiero interiore aiuta a rapportasi con il mondo esterno


Autore: Redazione

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Titolo: nei bambini autistici, il pensiero interiore aiuta a rapportarsi con il mondo esterno [28-01-2012]
Autore: fernanda60 [ Vedi profilo - Invia PM ]
Essendo a stretto contatto con una ragazza autistica ho notato che l'utilizzo della parola accompagnata al contatto corporeo ha suscitato in lei curiosita. Ma ho notato anche che la ragazza ha una soglia di attenzione limite oltre la quale è impossibile esercitare in lei attenzione. E' un soggetto che articola poche parole e tanti suoni cercherò di provocare in lei qualche reazione a quanto affermato dalle ricerche effettuate.
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Titolo: La buona pratica [27-01-2012]
Autore: haemoglobin78 [ Vedi profilo - Invia PM ]
Quello che l'articolo segnala è un'ottima tecnica da utilizzare con loro. Per una serie di motivi. Innanzitutto apre un dialogo tra l'adulto di riferimento e il bambino, dialogo che si può estendere gradualmente al gruppo dei pari. Inoltre, se si vuole sottolineare un comportamento disfunzionale, è bene fornire al bambino un nesso verbale di tipo causa-effetto (es.se gridi mi arrabbio). Questo fa in modo che il bambino apprenda le risposte dell'altro a quel dato comportamento e che diventino per lui prevedibili. La prevedibilità del mondo circostante, infatti, è per lui estremamente contenitiva. Uno degli scogli maggiori per chi cerca di instaurare un rapporto con i bambini autistici è la comprensione del mondo interiore dell'altro. Ciò vale anche gli adulti di riferimento e gli operatori del settore che non sempre riescono ad individuare quali siano gli stati d'animo che il bambino sta esprimendo con i mezzi che ha a disposizione e con comportamenti scorretti. Una volta osservate ed individuate le situazioni in cui il bambino emette tali comportamenti,si può facilmente discriminare se questi siano espressioni di un capriccio o di un reale disagio e gli si può comunicare verbalmente. In questo modo la relazione adulto bambino sarà facilitata da due fattori a mio avviso fondamentali, il riconoscimento e la fiducia.
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Titolo: articolo poco chiaro [26-01-2012]
Autore: frafanta [ Vedi profilo - Invia PM ]
L'articolo è poco chiaro, non viene ben esplicitato come e da chi debba essere esternato il pensiero interiore. Tale artuicolo mi ha però spinto ad andare a leggere la fonte originale.
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Titolo: Approccio interessante e concreto [26-01-2012]
Autore: castalia [ Vedi profilo - Invia PM ]
IO credo che il linguaggio, che tramuta il pensiero in azione e ricognizione, sia essenziale non solo nell'aiutare i bambini autistici, ma anche quei bambini dove il linguaggio è precluso dalla disabilità fisica, non per questo vi è precluso il pensiero.Credo si tratti di adattare la comunicazione solo "pensata" allo strumento di comunicazione responsiva.
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Titolo: beato chi può [25-01-2012]
Autore: buridda1 [ Vedi profilo - Invia PM ]
Interessante sarebbe la possibilità di applicare nuove tecniche che seguono il seguente approccio; tuttavia, data anche l'eterogeneità del disturbo, vengono esclusi a priori i bambini con disabilità gravi dove il linguaggio non è assolutamente presente. Chissà quante possibilità di intervento ci potrebbero essere considerando la plasticità neuronale dei bambini molto piccoli.
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