Commenti all'articolo "Obesità e depressione: un circolo vizioso?" di Stefano Massarelli


 

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Obesità e depressione: un circolo vizioso?


Autore: Stefano Massarelli

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Titolo: Troppe incongruenze. [13-03-2010]
Autore: BigBilly [ Vedi profilo - Invia PM MSN ]
Elio F. Gagliano (medico chirurgo) 17 Luglio 2009 L'argomento che qui di seguito voglio commentare, è uno scoop, non di un qualunque quotidiano o rivista, bensì di Medscape CME (Continuing Medical Education). Per coloro che non sono familiari con il mondo della medicina, Medscape è un sito internet per medici, il quale fornisce articoli valutati da speciali commissioni scientifiche e pubblicati in giornali di medicina. Gli articoli pubblicati sono indirizzati ai medici di varie specialità, ed altre persone coinvolte nell’assistenza ai pazienti. Quanto sopra è il “biglietto da visita” di Medscape. Prima di passare all’articolo “scoop”, ritengo utile ricordare l’aggressiva campagna contro l’obesità ed il sovrappeso che, cominciata diversi anni fa negli USA, si sta propagando in Europa. Già nel gennaio 2003, il Surgeon General (la massima autorità sanitaria degli USA), nella persona del dr Richard Carmona, ha detto che tra le cause di malattie e morti negli Stati Uniti, quella a più rapido accrescimento è l’obesità. Nel marzo 2006, ha aggiunto: “Se non corriamo ai ripari, l’ampiezza del problema è tale da far sembrare un nonnulla il dramma dell’11 settembre o qualsiasi altro attentato terroristico”. Non sufficientemente soddisfatto da queste allarmanti dichiarazioni, l’1 gennaio 2007, il Journal of the American College of Cardiology (JACC), ha pubblicato un manoscritto del Dr. Arthur Garson, in cui è detto: “Per la prima volta, dalla Guerra Civile, l’aspettativa di vita per gli americani è destinata ad un decremento, a causa delle malattie associate all’obesità, tipo il diabete, che ultimamente causano morti cardiovascolari". Garson ha detto inoltre: “E’ abbondantemente chiaro che, a breve, l’obesità ucciderà più persone del fumo” A questo punto si potrebbe ironicamente dire che i fumatori dovrebbero essere grati al Surgeon General all’American College of Cardiology per non avere incluso i fumatori tra i seguaci di Al Qaeda!…. Adesso passiamo allo “scoop” cui avevo accennato nell’introduzione. Esso è datato 5 giugno 2009, ed è intitolato “Il Paradosso dell’Obesità Approfondito in un Nuovo Studio” a cura del Dr. Carl J Lavie et al., of the Ochsner Medical Center, New Orleans, LA. Secondo il Dr. Laurie Barclay, autore dello scoop di Medscape, il dr. Lavie ha affermato: 1. Esiste solida evidenza che l’essere in sovrappeso o obeso possa favorire la sopravvivenza, non solo nell’insufficienza cardiaca, ma ache in malattie quale l’ipertensione, le coronaropatie e le malattie delle arterie periferiche. 2. Sebbene gli obesi siano spesso ipertesi, ci sono cinque studi che, nell’arco di vent’anni, hanno evidenziato che gli obesi con ipertensione (malgrado uno scarso controllo della pressione arteriosa) pare abbiano una più bassa mortalità e/o più basso rischio di colpi apoplettici di coloro che sono normopesi. 3. C’è anche letteratura medica ad indicare che pazienti sovrappeso o obesi, con malattia coronarica, corrono meno rischi di mortalità rispetto a quelli sotto e sovrappeso sottoposti a procedure di rivascolarizzazione. 4. Sappiamo che le cellule del grasso fanno tante cose cattive, ma è certamente concepibile che in malattie avanzate, le cellule adipose possano avere degli effetti benefici. Questo studio rivoluzionario, apparentemente, non è il primo, ma sicuramente è l’unico che sia assunto agli onori della cronaca. Infatti, secondo il dr Lavie: “Quando i ricercatori riscontravano questi risultati, cinque e sei anni fa, probabilmente hanno avuto difficoltà a far pubblicare i loro lavori, perché non avevano alcuna logica”. Personalmente credo che quei ricercatori che nel passato hanno raggiunto le stesse conclusioni del dr Lavie, non hanno nemmeno provato a pubblicarli in quanto contrari al credo in voga, e non erano disposti a subire il criticismo/ostracismo che hanno dovuto sopportare James E. Enstrom e Geoffrey C. Kabat quando, a conclusione dello studio sugli effetti del fumo passivo, hanno pubblicato i loro risultati che erano controcorrente. Un’altra possibilità è che i lavori che mostravano che l’obesità non è il diavolo come viene dipinto, siano stati coperti dal silenzio per non disturbare la propaganda in corso.
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Titolo: Qualche delucidazione in più [10-03-2010]
Autore: Alice*Moller* [ Vedi profilo - Invia PM ]
Cito brevemente qualche informazione in più dal punto di vista fisiologico e motivazionale in genere chi è obeso ha una lesione all'ipotalamo ventromediale, centro della sazietà. In questi casi ci si sente motivati a proseguire a mangiare perchè insoddisfatti. La ricerca del cibo è una condizione fisiologica che serve per mantenere equilibrata la nostra glucostasi. è anche molto importante la condizione ambientale in cui si vive.Dove stare fuori casa tutto il giorno porta difficilmente a mangiare sano.I fattori che comportano quindi la ricerca del cibo sono sicuramente i nostri sensi che ci inviano all'ascolto della pulsione della fame, il provare sempre cibi diversi che la cucina internazionale ci offre, tentandoci all'assunzione del cibo ed il fatto che si ha la tentazione di mangiare anche fuori dai pasti.
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