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Il cervello non è mai al top se il debito di sonno è cronico


Autore: Redazione

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Titolo: Il debito cronico di sonno,ci sciupa assai e ci mette nei guai! [02-02-2010]
Autore: valentina51276 [ Vedi profilo - Invia PM ]
Devo dire che ancora una volta,mi sento davvero appassionata e contenta di commentare un’articolo dello splendido magazine on-line “Psychoinforma” del sito www.opsonline.it. Ritengo che per chi come me studia psicologia,questo sia un modo di “sperimentare imparando” oltre che bello anche parecchio istruttivo! Complimenti ancora! Bene! Ora,passo ad argomentare questo mio commento! Lodevolissimo l’impegno profuso da Daniel Cohen del Beth Israel deaconess medical center di Boston,soprattutto in considerazione del fatto che le direzioni prese dal suo percorso di ricerca oltre a portare l’attenzione sul crollo delle performance cognitive,sembrano compiere un’importante passo avanti nel fare un distinguo fra gli effetti della perdita di sonno acuta e quelli, invece ben più gravi,del debito cronico di sonno! Penso che ciascuno di noi,non dovrebbe commettere l’errore di sottovalutare queste preziosissime evidenze: il non dormire,e (quindi anche le sue conseguenze) non é di certo tutto uguale! Uno studio pubblicato sulla rivista “Proceedings of the national accademy of sciences”ha evidenziato che l’intensità del sonno é associata al bisogno di dormire. In passato,era stato ipotizzato che quest’ultimo,fosse determinato da fattori genetici. Hans Peter Landolt del’università di Zurigo e colleghi hanno scoperto,esaminando la correlazione fra le variazioni genetiche dell’attività cerebrale associata al sonno e il sistema del neurotrasmettitore adenosina,che gli individui con una mutazione nel gene adenosina deaminasi presentano un sonno più intenso,profondo e caratterizzato da meno risvegli,rispetto a quelli che presentano il tipo più comune del gene. Anche se bisogna dire che la necessità di sonno,varia da individuo a individuo! Vi sono delle scoperte che suggeriscono che le variazioni genetiche nel sistema del neurotrasmettitore adenosina,possano spiegare la variabilità nella necessità e nella qualità del sonno. Ad esempio,si è visto che le persone con una mutazione in un altro gene nel sistema dell’adenosina (il recettore A2A dell’adenosina) esibiscono alterazioni sia durante il sonno che da svegli. Urge altresì che “l’odierna società dell’efficienza”, così ossessionata dall’esigenza di correr qua e là,perché presa in un turbine di incessante frenesia, si impegni a recuperare un buon rapporto con il sonno sia per quanto concerne la quantità che per quanto riguarda gli aspetti qualitativi. Per poterlo essere davvero efficiente! Sarebbe bene non esagerare con ritmi di vita troppo duri o con il lavoro eccessivo che ci spingono a chiedere a noi stessi più del dovuto! Uno studio dei ricercatori del Southwestern medical center dell’università del Texas,rivela indizi sul perché le persone si assopiscono e si addormentano quando lavorano troppo. Quando le cellule in una determinata parte del cervello si affaticano,viene liberata l’adenosina che segnala loro di diminuire l’attività! Il rilascio del composto,provoca sonnolenza,processo naturale che può essere alterato grazie al thé oppure al caffè che consentono all’individuo di rimanere sveglio. Dice bene,l’autore principale dello studio il docente di psichiatria Robert W. Greene,quando afferma che,per cominciare a fare chiarezza su disturbi come depressione,disturbo post-traumatico da stress e schizofrenia (i quali mostrano disfunzioni del sonno come sintomi prominenti) è senz’altro importante riuscire a chiarire i meccanismi coinvolti nel normale processo di sonno! In questo mio modestissimo discorrere,menzionerò i contenuti di una interessantissima news risalente al 30 gennaio 2009,perché,se da una parte dovremmo prestare una speciale attenzione agli effetti di una notte di veglia che risultano decuplicati nel caso che nelle due settimane precedenti si sia dormito per sole sei ore per notte (in questo caso,infatti,effetto negativo si somma a effetto negativo!) dall’altra,bisogna tenere conto che anche dormire troppo fa male! E’quanto hanno scoperto alcuni ricercatori americani della Case western reserve university di Cleveland in Ohio. L’Equipe di esperti, era coordinata da Sanjay R.Patel,dell’appena citata Case western reserve university,appunto! Lo studio, pubblicato sulla rivista “Sleep,mette in evidenza che dormire troppo o troppo poco,potrebbe aumentare il rischio di obesità,diabete,malattie cardiovascolari e persino di mortalità in ragione di un’aumento delle citochine,sostanze infiammatorie del sangue. Il sonno dei 614 volontari,(già reclutati in occasione del Cleveland family study) fu monitorato con una polisonnografia. Ad ogni ora di sonno in più registrata, é corrisposto un’aumento di proteina C reattiva nei livelli ematici nella misura del +8%,ed un+7% per ciò che concerne l’interleuchina-6 (queste due sostanze,sembrano essere legate al rischio di diabete e obesità!) Per contro,ad ogni ora di sonno in meno registrata sulle persone volontarie che hanno partecipato allo studio,Tumor necrosis factor alfa (altra citochina pro-infiammatoria) aumentava dell’8%. Ma veniamo a parlare dei naturali meccanismi del sonno e dunque degli astrociti,le cellule cosidette “ancelle del riposo”! Si tratta di cellule nervose che proteggono e danno nutrimento ai neuroni. “Le ancelle” (astrociti) provocano lo stimolo del sonno,e insieme tutti gli effetti di deprivazione da esso,come la perdita di memoria. Fra gli effetti collaterali del non dormire, possiamo annoverare altresì i deficit di attenzione e concentrazione e rallentamento dei riflessi. Gli astrociti,si servono del neurotrasmettitore adenosina,rilasciandolo,per indurre il sonno e i sintomi da carenza. Nel leggere che se siamo svegli da troppo tempo,succede che l’interrutore dell’adenosina si inceppa in posizione-on,iperattivandosi (quindi,il numero di recettori necessari a captare la sostanza,aumentano) e a quel punto,diviene difficile per il segnale del neurotrasmettitore,rientrare …mi riesce naturale e spontaneo citare in questo mio commento,una ricerca di Philip Haydon della Tufts university school of medecine, pubblicata sulla rivista scientifica Neuron. Egli,bloccando l’adenosina nel cervello di alcune cavie,é riuscito a cancellare gli effetti collaterali sulle funzioni cognitive dovuti a carenza di sonno e altresì il loro bisogno di dormire. I ricercatori,studiando cavie transgeniche i cui astrociti non rilasciano adenosina,hanno per l’appunto scoperto che esse potevano stare sveglie senza sentirsi assonate. Inoltre,somministrando a topolini normali la molecola CPT,antagonista dell’adenosina,i ricercatori hanno bloccato il loro impulso a dormire.
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Titolo: B ene a sapersi!!!! [23-01-2010]
Autore: skioppy [ Vedi profilo - Invia PM ]
Per fortuna che ho deciso di lasciare il lavoro che mi portava a dormire solo tre-quattro notti alla settimana! Rischiavo la perdita totale del mio cervello!!!! Forse dovrei far leggere l'articolo ai miei ex datori di lavoro...che sono psicologi....peccato che quello che dicono gli altri colleghi più illustri a loro dire nella maggioranza dei casi sono "sc iocchezze"...Chisseneimporta IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI!!!
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Titolo: il piacere di una buona dormita [22-01-2010]
Autore: andromeda [ Vedi profilo - Invia PM ]
Forse questo articolo dovrebbe essere divulgato anche ai "profani"! Certo è che fa riflettere l'importanza di un'educazione al sonno a partire dai più piccoli che spesso, complici tv e pc in camera da letto, vanno a scuola "dormendo in piedi".
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